L’Agronomo e la Proprietà Immobiliare: nasce la collaborazione con Confabitare della Provincia di Varese

Da febbraio 2020 Studio Tovaglieri inizia una collaborazione con Confabitare, associazione di proprietari immobiliari che offre ai propri associati servizi legati alla gestione della proprietà immobiliare, garantendo un’assistenza in materia legale, tecnica, tributaria, amministrativa, contrattuale, sindacale e, da ora, anche agronomica.

Un agronomo si occupa di verde ornamentale e verde urbano, sia pubblico che privato, perciò è un professionista prezioso per chi gestisce una proprietà immobiliare, di piccola, media o grande entità. Alcune delle problematiche che un proprietario si trova ad affrontare possono essere affidate ad un agronomo che si dedica alla gestione del Patrimonio Verde di ogni proprietà in tutti i suoi aspetti, da quelli tecnici a quelli giuridici, da quelli progettuali a quelli economici.

Ecco alcuni dei servizi di interesse per la proprietà immobiliare:

  1. Valutazione dello stato di salute e sicurezza degli alberi: gli alberi fanno parte del paesaggio urbano, quando raggiungono dimensioni importanti è consigliabile valutarne periodicamente lo stato salute e sicurezza, la propensione al rischio e gli interventi da attuare per garantire la sicurezza di chi fruisce gli ambienti.
  2. Perizie tecnico-giuridiche sulle problematiche tra proprietà confinanti: gli alberi cambiano nel tempo, crescono, perdono foglie e possono creare disagi alla proprietà confinante, fino ad originare vertenze legali che richiedono la figura di un professionista qualificato che affianca il legale.
  3. Progettazione del Verde nuovo o da ristrutturare: gli spazi verdi, grandi o piccoli, devono essere organizzati, progettati e qualche volta ammodernati e ripensati affinché sia possibile una reale fruizione piacevole e sicura per chi li vive.
  4. Piani di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde: la manutenzione del verde implica operazioni semplici come il taglio dell’erba, ma anche la potatura delle piante, l’irrigazione ed il controllo delle malattie e degli insetti che richiedono organizzazione, coordinamento e controllo del personale operativo (giardinieri) che l’agronomo sa come scegliere, impostare e gestire sia dal punto di vista tecnico che contrattuale.
  5. Perizie di stima dei valori del terreno e della vegetazione: una delle attività sempre più richiesta dell’agronomo è la definizione del valore economico del patrimonio verde di una proprietà, ovvero di quello che viene definito soprassuolo verde che nel tempo, se ben mantenuto, da valore all’immobile.
  6. Analisi di laboratorio su terreni, acque di irrigazione, malattie delle piante: l’agronomo non si occupa solo di fare star bene le piante con opportuni piani biotecnici di concimazione del terreno, ma riconosce e risolve anche i problemi dei parassiti dei vegetali, degli insetti che attaccano le piante e di quegli insetti che molestano l’uomo, predisponendo piani di intervento rispettosi dell’ambiente e della salute umana.

Per gli iscritti a Confabitare un agronomo dello Studio Tovaglieri si renderà disponibile per consulti gratuiti organizzati presso la sede dell’associazione; per particolari prestazioni professionali che richiedano sopralluoghi, rilievi, analisi, relazioni, lo Studio applicherà uno sconto minimo del 20 % dal proprio tariffario.

Piante e batteri

Parlando di olio nel Sud Italia non si può non parlare di Xylella, su cui ci siamo già dilungati in un articolo precedente.

Xylella fastidiosa, il batterio che sta causando l’estirpazione di migliaia di ulivi in Puglia, è diventata famosa negli ultimi 5 anni e ha risollevato in maniera repentina il problema della cura delle batteriosi endemiche sulle coltivazioni. La batteriosi dell’ulivo non è l’unica patologia batterica che desta preoccupazione e perdite economiche ingenti nell’agricoltura italiana. Un altro caso sotto i riflettori è la batteriosi del Kiwi, causata da Pseudomonas syringae pv. actinidiae, che ha avuto forte espansione negli ultimi 10 anni e ha raggiunto anch’essa un carattere endemico. Le batteriosi in campo vegetale non possono essere direttamente curate ma si deve agire in maniera indiretta eliminando le piante malate, evitando il contagio con alcuni accorgimenti agronomici ed evitando la diffusione di materiale vivaistico infetto. La ricerca sta lavorando su sistemi di prevenzione che rendano immuni, o almeno meno suscettibili, le piante non infette. Studio Tovaglieri sta collaborando ad una sperimentazione in questo senso, principalmente contro Xylella fastidiosa, ma applicabile anche al contenimento di altre patologie batteriche in campo agricolo. Nei primi mesi del 2020 saranno disponibili i primi risultati dai quali si potrà evincere se il sistema fitoiatrico che stiamo mettendo a punto può cambiare o meno il modo di affrontare il grande problema delle malattie batteriche e del loro contenimento. Vi terremo aggiornati!

Assaggiamo l’Extra Tova 2019

La serata del primo venerdì di dicembre è dedicata all’olio!

Sarà possibile assaggiare l’Extra Tova 2019, olio extra vergine di oliva prodotto qualche settimana fa dalle olive dei Tenimenti Tovaglieri di Castrovillari, in provincia di Cosenza.

Le olive vengono raccolte con un pettine vibrante, elettroportato, che facilita la caduta delle olive su reti posate sul terreno. Le olive sono poi recuperate dai teli e nel giro di poche ore conferite al frantoio dove vengono vagliate per eliminare foglie e rametti, lavate e poi passate alla molitura. Nel processo di molitura, le olive vengono sottoposte ad azioni meccaniche che provocano la rottura della parete cellulare e delle membrane: in questo modo i succhi cellulari, e quindi l’olio, fuoriescono dal frutto permettendo di raccogliere il prodotto e di passare alle fasi successive di lavorazione.

Quest’anno la siccità estiva si è fatta sentire e la resa in olio è stata del 12,9 %.

I parametri di qualità che permettono di classificare l’olio come extra vergine sono parametri oggettivi, mentre il sapore e l’indice di gradimento del consumatore sono valutati in modo soggettivo. Vi invitiamo perciò ad assaggiare l’Extra Tova 2019 e dirci cosa ne pensate. Ovviamente può anche essere prenotato nelle confezioni da 750 ml, 3 lt o 25 lt.

Vi aspettiamo venerdì 6 dicembre alle 21.00 presso la nostra sede di Golasecca!

Ospiti sgraditi nel terreno

La serata gratuita del primo venerdì del mese di novembre è dedicata al terreno.

Parleremo degli ospiti sgraditi nel terreno di orto, giardino, tappeto erboso, dalle larve di Popillia che quest’anno sono numerosissime, alle talpe che infestano i prati. Come prevenire questi problemi? Come affrontarli?

Vi aspettiamo venerdì 8 novembre alle 21.00 presso la nostra sede di Golasecca per la serata Ospiti indesiderati nel giardino: lotta a topi e talpe.

Extra Tova 2019

Proprio in questi giorni è in corso la raccolta delle olive nei Tenimenti Tovaglieri di Castrovillari, in provincia di Cosenza.

La destinazione di queste olive è l’olio “Extra Tova”, olio extra vergine di oliva prodotto da qualche anno dal dott. Andrea Tovaglieri.

L’olio, per essere definito extra vergine, deve essere ottenuto dalla spremitura delle olive esclusivamente con mezzi meccanici e processi fisici che non causino alterazione dell’olio e deve avere una acidità totale massima pari allo 0,8%.

Diversi fattori contribuiscono all’ottenimento di standard di qualità, tra questi il momento della raccolta. Come si vede dalle fotografie la raccolta ideale è quando l’invaiatura, ovvero il cambiamento di colore del frutto che muta dal verde al violaceo, è al 50-60%. Le olive devono essere raccolte quando hanno il massimo sviluppo ed una buona maturazione o “inoliazione”, cioè l’arricchimento in olio che avviene durante la progressiva maturazione.

Vi invitiamo ad assaggiare l’Extra Tova 2019 all’inizio del mese prossimo, durante la serata del 6 dicembre dedicata all’olio!

Alberi sicuri

La serata del primo venerdì di ottobre sarà dedicata alla sicurezza degli alberi dei giardini.

Un albero del giardino sembra pericoloso? Con un’analisi visiva, ed eventualmente strumentale, un tecnico esperto può accertare se lo è realmente ed individuare gli interventi per conservarlo in sicurezza.

Vi aspettiamo numerosi venerdì 4 ottobre alle ore 21.00 presso la nostra sede di Golasecca al seminario ALBERI: CONTROLLARE LA SICUREZZA DEGLI ALBERI DI PARCHI E GIARDINI.

Invasione di Bruco Americano

Invasione massiccia in Golasecca e dintorni di larve di Hyphantria cunea, o bruco americano. Il problema è visibile anche agli occhi dei meno esperti perché le larve hanno causato, e causano, danni evidenti ad un gran numero di essenze arboree e arbustive: le piante attaccate sono defogliate e cariche di nidi sericei che rimangono sulle piante insieme alle foglie secche.

È importante sottolineare che LE LARVE NON SONO URTICANTI e non portano danni permanenti alle piante, che il prossimo anno vegeteranno regolarmente. Consigliamo di trattare per eliminare il maggior numero di larve possibili. Sicuramente, nonostante i trattamenti, il problema si riproporrà nella prossima stagione: Ifantria è un lepideottero che ha due generazioni all’anno, la prima generazione di larve compare sulle piante a inizio estate, la seconda generazione di larve a fine agosto-settembre. Ora le larve tendono a scendere dalle piante ospiti per cercare ricoveri per l’inverno, dove sverneranno sottoforma di pupa, per poi sfarfallare alla fine della primavera. Per questo è consigliabile trattare non solo le piante infestate ma anche il terreno sottostante e i manufatti (muri, marciapiedi, vialetti…) su cui sono visibili gli insetti.

Marciapiedi e strade senza Glifosate

Tutte le persone vorrebbero un mondo ideale, senza male, senza cattivi, senza plastica, senza inquinamento, sempre sole, né troppo caldo, né troppo freddo … purtroppo non è così! Il mondo reale creato dall’uomo ci dà anche le cose cattive… come il Glifosate. Questo diserbante diabolico usato per decenni in ambito agricolo ed extra agricolo, che toglie bene e a basso costo le infestanti dalle colture, dalle strade, dai marciapiedi, dai vialetti dei giardini, è diventato in pochi anni peggio del diavolo perché può essere cancerogeno. Chi lo ha detto? Le sentenze di un paio di giudici americani e gli stati che ne hanno vietato l’uso; anzi, ma soprattutto, ne ha parlato internet, dove tutti diventano agricoltori, agronomi e giornalisti.

Quindi, per il quieto vivere sociale (quello del mondo ideale) e poi perché è sempre meglio essere prudenti, è corretto vietarne l’uso nei  centri abitati e negli ambienti naturali, a prescindere, così da scongiurare ogni possibilità di vicinanza e di contatto con questa molecola ed i suoi derivati. La scelta di dare multe astronomiche (tribunali americani) e di vietarne l’uso (ANAS, Regione Toscana, Austria, Francia) è stata corretta, responsabile e lungimirante, volta ad avviarci verso un mondo ideale, scevro da inquinanti e ricco di biodiversità. Poco conta se il salame, il fumo, i diluenti, l’inquinamento delle auto, il PM10 – per citare alcune sostanze – hanno migliaia di volte più probabilità, rispetto al Glifosate (è stato proprio accertato), di provocare il cancro. Demonizzando il Glifosate e limitandone fortemente l’uso sembra che la maggior parte dei problemi della salute dell’uomo e dell’ambiente saranno risolti.

Che il Glifosate non sia come una birretta fresca, è chiaro credo ai più. Ma se usato correttamente secondo le prescrizioni di etichetta ed i consigli di un buon tecnico, è utile e meno pericoloso della stessa birretta e sicuramente meno del gas metano che si usa in casa o del fumo delle sigarette che non sono vietate ma riportano scritte chiare del danno (accertato!) che procurano. Perché non si fa lo stesso sulle confezioni dei prodotti fitosanitari e sul Glifosate? Forse perché non ci sono ancora le stesse accise (59.1 % sulle sigarette) e l’IVA che lo stato incassa.

Proseguiremo nelle prossime newsletter ad illustrare, nel modo più semplice ed oggettivo possibile, pregi e difetti del Glifosate e dei prodotti che contengono questa molecola, facendo riferimento a studi e  pubblicazioni scientificamente attendibili. Questo non per difendere e promozionare i prodotti a base di Glifosate, ma per fornire strumenti utili alla scelta cosciente di ognuno se utilizzare uno strumento chimico per togliere le erbacce oppure farlo manualmente o meccanicamente, con le relative conseguenze positive /negative.

Un mal di testa si può curare con un farmaco analgesico oppure aspettare che passi in modo naturale.

Andrea Tovaglieri

Lo Studio Tovaglieri cresce e ricerca due figure professionali da inserire nel proprio organico

Per il Settore Progettazione Spazi Verdi cerchiamo un architetto/a che abbia una buona preparazione paesaggistica, sappia usare bene Autocad, Excel, Word e Power Point, sappia parlare e scrivere in inglese, sia predisposto a lavorare in squadra, disponibile agli spostamenti sul territorio nazionale, auto munito.

Per il Settore Alberi cerchiamo un agrotecnico / perito agrario / dottore in scienze agrarie o forestali, con grande interesse o un minimo di esperienza nell’arboricoltura e fitopatologia, possibilmente abilitato al tree climbing o almeno disposto ad abilitarsi, capace di usare i più comuni software del PC, predisposto al lavoro di squadra e ad imparare tecniche di analisi e diagnosi innovative, disponibile agli spostamenti. 

Gli interessati sono invitati ad inviare il curriculum a info@studiotovaglieri.it.
In settembre e ottobre effettueremo una prima selezione dei candidati e proporremo quindi un incontro e colloquio conoscitivo. Alle persone ritenute più idonee verrà proposta una  prova collaborativa remunerata per sei mesi. Al termine del periodo di prova, in caso di reciproco riscontro positivo, si elaborerà la proposta collaborativa futura.

La Popillia è tornata!

Non c’è bisogno di scriverlo, chi abita in aree infestate dalla Popillia japonica, il maggiolino giapponese, ha sicuramente già notato questo insetto in attività.

Gli adulti di Popillia volano nel mese di giugno (con leggero ritardo quest’anno) per accoppiarsi e deporre uova nei prati e nei terreni organici. L’adulto è estremamente vorace e attacca in massa un gran numero di specie vegetali, tra le preferite le rose e le piante da frutto. 

Combattere la Popillia è una lotta impari: il contenimento dell’insetto è a cura della Regione Lombardia che opera con trappole massali a feromone e monitoraggio continuo della diffusione del maggiolino.

A livello privato consigliamo di eliminare il maggior numero di adulti possibile, con mezzi chimici o meccanici, e proteggere le colture più colpite con trattamenti chimici o biologici.

I tecnici del Giardivendolo e dello Studio Tovaglieri sono a disposizione per indicazioni pratiche sulla lotta alla Popillia.