Zanzare, cimici: come difenderci quest’anno?

La difesa dagli insetti molesti è un tema che riscuote molto interesse perché è un problema di tutti: in campagna, in città, nelle case private, nei locali e nei ristoranti, nei giardini pubblici, sul balcone…

La presenza delle zanzare è associata alle calde e luminose serate estive da passare all’aperto. Il rischio delle punture è però da considerare in tutte le ore del giorno grazie alla zanzare tigre, di più recente introduzione nel nostro areale, che ha l’abitudine di essere attiva e…affamata anche di giorno.

Le cimici ci sono sempre state, sia negli orti che nei frutteti, sia nelle case, dove cercano riparo per svernare, ma il boom di questi ultimi tre anni le ha rese molto più famose, o meglio famigerate. La causa è l’arrivo di una cimice che prima non c’era, l’asiatica Halyomorpha halys, che, come ogni altro insetto che arriva in un nuovo ambiente e lo colonizza, si sta diffondendo velocemente generando una popolazione così numerosa da portare danni consistenti alle produzioni agricole.

Le zanzare e le cimici sono insetti ubiquitari: la strategia per contenerle è programmare trattamenti nelle aree che desideriamo salvaguardare, sia aree verdi ricreative o produttive, sia aree edificate.

Approfondiremo questo tema venerdì 9 giugno alle 21.00: “Zanzare, cimici, Popillia japonica: come difenderci quest’anno dagli insetti molesti”. È il tradizionale corso del venerdì sera organizzato dallo Studio Tovaglieri e dal Giardivendolo, questa volta è in collaborazione con l’Associazione Culturale Parole per Terra e avrà luogo presso la Sala dell’Oratorio S. Luigi di Golasecca in via Monte Tabor 2.

Oltre a zanzare e cimici tratteremo la Popillia japonica, il Coleottero Giapponese, un altro insetto di recente introduzione, estremamente polifago, che crea danni notevoli alle colture e che ha richiesto un protocollo di lotta obbligatoria nelle Regioni in cui si è diffuso.

Vi aspettiamo numerosi.

 

Serena Tentorio

Endoterapia arborea: focus su Tigli e Ippocastani

Abbiamo descritto la tecnica dell’endoterapia nella news del 15 marzo. Oggi il focus è su due alberi largamente diffusi in città, nelle alberate dei viali, nei parchi pubblici, nei cortili delle scuole e di altri edifici di uso pubblico. Sono essenze scelte e richieste sia in ambito privato che pubblico, nei decenni passati e attualmente, nonostante abbiano  problematiche  fitosanitari specifiche e inevitabili.

Il Tiglio, di qualunque specie o ibrido si tratti, è estremamente suscettibile all’attacco di un afide, Eucallipterus tiliae. Gli insetti si distribuiscono sulla pagina inferiore delle foglie e succhiano la linfa ricca di sostanze zuccherine. Nonostante la quantità di individui succhianti presenti, poiché gli afidi sono in grado di riprodursi ad una velocità stupefacente, gli alberi di Tiglio difficilmente patiscono le punture. Il problema è funzionale: gli afidi eliminano l’eccesso di linfa estratta dalle foglie creando un’infinità di goccioline appiccicose di melata che impiastrano le chiome e tutto quello che sosta sotto. Questo costituisce un disturbo consistente se i Tigli in questione e la cascata di melata sovrastano parcheggi, marciapiedi, panchine, giochi per bambini o altri elementi di arredo urbano che diventano inutilizzabili durante l’attività degli afidi, ovvero da giugno e luglio, quando i giardini pubblici sono più frequentati.

Altro caso è quello degli Ippocastani: scelti e amati per il ricco fogliame e per le spettacolari fioriture, spesso gli Ippocastani nelle aree pubbliche si presentano con le foglie completamente secche. Se si osserva più da vicino si nota che la foglia non ingiallisce in maniera uniforme ma diventa marmorizzata di secco e giallo a causa di microgallerie scavate da un parassita che consuma il tessuto della foglia. È il danno della Cameraria ohridella, un lepidottero minatore che inizia la sua attività trofica in maggio e prosegue, con il succedersi di 4-5 generazioni dell’insetto, fino alla caduta delle foglie in autunno. Oltre al danno estetico immediatamente percepibile, gli alberi perdono la maggior parte del tessuto fotosintetizzante e sono destinati a rimanere poco vigorosi, con chioma rada e scarsa fioritura.

Sia per il problema dell’afide del Tiglio sia per quello della Cameraria dell’Ippocastano l’endoterapia arborea è una soluzione vantaggiosa: nessuna dispersione di principi attivi nell’ambiente, nessun contatto né dell’operatore né dei fruitori degli ambienti pubblici con il prodotto fitosanitario, nessuna necessità di chiudere lo spazio pubblico durante il trattamento né di tempi di rientro. Inoltre l’efficacia di un solo trattamento dura per tutta la stagione, requisito fondamentale per controllare questi due parassiti che agiscono in un’ampia finestra temporale.

Contattateci per dettagli sui costi e sui tempi dei trattamenti endoterapici sugli alberi in città: Tigli e Ippocastani, ma anche Platani, Olmi, Querce, conifere.