Verde condominiale: la parola ai tecnici

Si riporta al link sottostante l’articolo uscito sul Sole24Ore venerdì 24 luglio sulla gestione del verde condominiale, alla cui redazione ha partecipato il Dott. Tovaglieri.

https://www.studiotovaglieri.it/wp-content/uploads/2020/07/GUIDE-La-gestione-del-verde-condominiale_-aspetti-tecnici-e-profili-legali-_-Quotidiano-del-Condominio-Il-Sole-24-Ore.pdf

Il laboratorio dello Studio Tovaglieri

Studio Tovaglieri propone tra i suoi servizi una serie di pacchetti di analisi agronomiche. Presso il laboratorio dello Studio è possibile analizzare terreni, substrati, acqua di irrigazione ed eseguire analisi fitopatologiche.

I parametri forniti dalle analisi ci permettono di individuare e quantificare alcune problematiche riguardanti piante ornamentali, da frutto, tappeti erbosi, ortaggi, sia a livello hobbisitco che professionale. Le analisi possono avere gradi di approfondimento  e  impegno economico differenti, a seconda della necessità del richiedente.

Quello che viene restituito non sono solo “i numeri” ma anche un commento tecnico e consigli di coltivazione su misura.

Contattateci per preventivi e informazioni!

Serata sugli agrumi

Il prossimo seminario gratuito  del primo venerdì  del mese sarà il 3 luglio e sempre su Skype! Appuntamento ore 21.00. L’argomento sarà  gli agrumi in vaso: limoni, aranci, mandarini, kumquat.

Vedremo come controllare i parassiti più comuni e la nutrizione ideale per avere agrumi belli da vedere e produttivi quando possibile.

Il link di Skype per il seminario sarà pubblicato sulla pagina Facebook del Giardivendolo il giorno stesso, venerdì 3 luglio.

Vi aspettiamo…on line!

L’ Hyphantria cunea tornerà?

Ci vengono rivolte molte domande sull’ Hyphantria cunea, o Ifantria americana, larva di lepidottero ricoperta di setole che la scorsa stagione ha attaccato in maniera massiccia un gran numero di piante da frutto e ornamentali: tornerà?

In realtà è già …tornata, o meglio, la prima generazione dell’insetto, che ne compie 2 all’anno nel nostro areale, è già in corso. Hyphantria cunea è, come detto, un lepidottero: l’aspetto dell’adulto è piuttosto anonimo, è una farfalla bianca, talvolta con le ali puntinate di nero e lunghe circa 1-2 cm.

Sverna come crisalide e sfarfalla nei primi 15 giorni di maggio. Perciò l’abbiamo già incontrata! Gli adulti possono attirare l’attenzione perché compaiono numerosi in un breve periodo di tempo e poi scompaiono fino alla generazione successiva, che sarà in luglio. Vedremo perciò le prime larve divoratrici di foglie tra un paio di settimane. I danni e la quantità di insetti in questa prima generazione non passeranno inosservati, ma saranno un preludio alla seconda e più numerosa generazione che comparirà in agosto.

È consigliato perciò eliminare da subito le larve e i nidi sericei nei propri giardini, per contenere, per quanto possibile, la seconda ondata. Ricordiamo comunque che Hyphantria cunea NON è urticante e non causa la morte delle piante.

Seminari on line con Studio Tovaglieri e Giardivendolo

Dopo il successo del primo venerdì del mese di maggio, Giardivendolo e Studio Tovaglieri propongono un nuovo appuntamento su Skype con il Dott. Tovaglieri e Carlo Fornara. Nella serata del 5 giugno, mantenendo la tradizione del primo venerdì del mese, il focus sarà sugli insetti parassiti, fastidiosi e dannosi, di questo periodo della stagione: Popillia japonica, Hyphantria cunea, zanzare, formiche.

Appuntamento ore 21.00 su Skype per una mezz’oretta insieme. Possibilità di fare domande tramite la chat di Skype.

Poco prima dell’evento verrà pubblicato sulla pagina Facebook del Giardivendolo il link per accedere.

Ci rimettiamo al lavoro!

Da lunedì 4 maggio ricominciano, oltre alle attività dell’ufficio, le attività di rilievo all’aperto dello Studio Tovaglieri e quindi anche le consulenze, l’assistenza tecnica, le analisi degli alberi.

Contattateci per informazioni e preventivi! +39 0331 958293 oppure info@studiotovaglieri.it.

Alberi: ma quanti ne analizza lo Studio Tovaglieri!

In queste settimane di meditabonda e preoccupata introspettiva e scarso lavoro, ne abbiamo approfittato per rimettere a posto l’ufficio ed archiviare pratiche, immagini e dati, ormai  tutto in digitale perché di carta ne usiamo davvero poca. Nello specifico abbiamo voluto elaborare un po’ di dati relativamente agli alberi che abbiamo visto e analizzato in questi ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019. Sono emerse rilevanze interessanti che vogliamo condividere con chi ci legge e ci segue. In 5 anni abbiamo “visitato” 12.280 alberi! Una media di quasi 2.500 alberi all’anno. Il 67 % (8.232) di quelli analizzati  appartengono a 11 generi vegetali, come dal seguente digramma.

Tigli ed Aceri sono i più diffusi ed i più seguiti; a seguire Pioppi, Platani, Carpini, Querce e Cedri. Nella provincia di Varese effettuiamo il 54 % delle analisi arboree; a seguire la provincia di Milano con il 21% e Novara con il 10%; il restante 15 % nel resto del Nord Italia, da Trento a Torino. I motivi della richiesta di analisi dei 12.280 alberi sono sostanzialmente 3:

I clienti che si sono rivolti allo Studio Tovaglieri sono sostanzialmente Privati, Enti Pubblici e Aziende Giardinieristiche e non, secondo le seguenti proporzioni:

Le analisi effettuate sui più di 12 mila alberi sono state principalmente (più del 90 %) visive e ben 900 strumentali. Gli esiti delle analisi hanno rilevato che circa il 21 % (2.571) degli alberi analizzati sono in una classe di propensione al cedimento meritoria di attenzione e ricontrollo periodico (Classe C); circa il 3 % sono in classe C/D, un po’ più pericolosa e sui quali bisogna intervenire per garantire la sicurezza delle cose, delle persone e dei luoghi; circa il 2% degli alberi analizzati è risultato in Classe D, per cui bisogna intervenire urgentemente con la rimozione fisica del pericolo o comunque con misure urgenti di messa in sicurezza per estrema pericolosità dell’albero.

Senza impegolarsi ulteriormente in dati che potrebbero risultare noiosi, da queste elaborazioni emergono tante considerazioni e  riflessioni che possono essere riassunte in due affermazione: ma quanti alberi abbiamo guardato, visitato e toccato! Ma quante cose ci hanno insegnato e trasmesso questi alberi con i quali abbiamo trascorso molto tempo ascoltandoci in silenzio! Questo è parte del lavoro dell’agronomo.

Studio a regime ridotto ma ci siamo!

Lo Studio Tovaglieri sta lavorando a regime ridotto ed i tecnici lavorano da casa.

Per il momento non possiamo venire ad analizzare la sicurezza dei vostri alberi o a vedere se le coltivazioni dei vostri vivai procedono bene o a consigliare come riprendere dall’inverno i vostri tappeti erbosi, ma possiamo comunque rimanere in contatto con l’utilizzo delle tecnologie che sono disponibili e che è ora di iniziare ad usare bene per esserci utili, l’uno con l’altro.

Vediamo cosa si può fare in questa forzata ma necessaria distanza che ci separa. Prendete lo smartphone ed andate nel parco, nel giardino, in vivaio o dove c’è il verde oggetto della vostra passione o lavoro e seguite queste istruzioni dell’agronomo; se notate qualcosa di quanto qui di seguito richiamato, fotografate (bene, mi raccomando!) e mandateci le immagini più significative all’indirizzo info@studiotovaglieri.it e vi risponderemo come se fossimo lì con voi, con i consigli degli interventi necessari che potete fare voi o far fare dai vostri professionisti di fiducia del verde o che vi sapremo indicare noi.

Alberi

  • per molti alberi sono gli ultimi momenti in cui sono senza foglie: guardare bene la chioma se ci sono rami secchi, cedimenti o rotture o anomalie;
  • ispezionare la parte basale, il tronco fino all’inserzione delle branche primarie, controllando l’eventuale presenza di essudati, spaccature, insetti o funghi;
  • controllare il terreno alla base dell’albero e per tutta la superficie in cui si suppone siano sviluppate le sue radici e verificare l’assenza di spaccature o sollevamento del terreno, radici affioranti, funghi anomali.

Vite

  • Controllare il regolare rigonfiamento delle gemme lungo tutto il tralcio (o sullo sperone) e valutare la rifinitura della potatura con il rilascio del corretto numero di gemme per controllare la produzione;
  • Valutare la copertura ed il livello di sviluppo delle infestanti per decidere se ricorrere anche al controllo pre emergenza.

Prato

  • Controllare che l’erba, anche se apparentemente secca, sia attaccata al terreno e non si stacchi se tirata con le mani;
  • Verificare la fittezza dell’erba ed il colore che deve già apparire verde vivace se si è concimato qualche settimana fa;
  • Ricercare eventuali localizzati sollevamenti del tappeto erboso dovuti a talpe, topolini o arvicole.

Azalee sia in campo che nei tunnel

  • Controllare che le gemme da fiore ci siano e si presentino ingrossate, sode e quindi vitali;
  • Controllare che le foglie abbiano un colore verde intenso e che non presentino decolorazione dovute ad all’attacco di tingide di cui non si devono trovare né esuvie (esoscheletro), né i suoi escrementi (puntini neri) sulla pagina inferiore della foglia.

Scriveremo ancora, con altri suggerimenti, fino a quando non potremo interagire di persona!

Il Diserbo Chimico delle erbacce negli ambienti pubblici è possibile o no?

L’utilizzo dei prodotti fitosanitari (così vengono classificati anche i diserbanti) è vietato negli ambienti pubblici. Per controllare le infestanti sui marciapiedi, a bordo strada, nei ciottolati, tra gli autobloccanti, nei parcheggi e nei piazzali, la legge dice di privilegiare metodi alternativi all’uso di prodotti chimici per salvaguardare la salute dell’uomo e l’ambiente. Le soluzioni alternative sono varie e talvolta fantasiose, ma alla fine costano di più, non inquinano meno ed il risultato non è neppure quello atteso e pari allo standard del diserbo chimico. La normativa, a leggerla bene, non vieta in modo assoluto l’utilizzo dei diserbanti; non è neppure l’obiettivo dichiarato!

La legge consente al consulente fitosanitario, figura qualificata con precisi requisiti, che non identifica soluzioni alternative efficaci e praticabili all’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, di prescriverne l’utilizzo condizionato al rispetto di precise indicazioni basate sulla valutazione dei rischi connessi per la salute umana e l’integrità ambientale, affinché questi siano annullati o comunque circoscritti e sopportabili.

Lo Studio Tovaglieri, in qualità di consulente fitosanitario di diverse realtà pubbliche (Comuni ed Aziende Speciali), ha maturato una notevole esperienza tecnica e giuridica in materia ed ha redatto decine di Piani di Utilizzo dei Prodotti Fitosanitari diserbanti sia per chi utilizza il proprio personale operativo, sia per chi ricorre all’affidamento tramite appalto del servizio di gestione della vegetazione infestante.

Il Piano di Utilizzo dei Prodotti Fitosanitari diserbanti che redige lo Studio Tovaglieri, non è una raccolta di suggerimenti e buone indicazioni operative, ma un vero e proprio supporto anche a portata di smartphone, per indicare dove è possibile utilizzare il diserbo e dove è necessario ricorrere ad altri tipi di controllo delle infestanti.

Oltre al Piano di Utilizzo dei Prodotti Fitosanitari, lo Studio Tovaglieri fornisce, a completamento del servizio, l’istruzione e l’aggiornamento del personale operativo e il controllo dell’operato.

Per informazioni, approfondimenti e preventivi sul Piano di Utilizzo dei Prodotti Fitosanitari contattateci! info@studiotovaglieri oppure 0331 958293.

Perché cade un albero?

Troppo spesso un albero viene considerato pericoloso perché è di grandi dimensioni o perché la sua maestosità incombe sulla abitazione, sul parcheggio, ovvero su tutte quelle aree fruite da persone in nei diversi momenti della giornata.

Un albero grande non è per forza un albero pericoloso, ma è sicuro che, in caso di caduta, il danno risulterebbe maggiore di quello causato da un albero di dimensioni modeste.

Perché un albero cade? L’albero è un’entità fisica e meccanica oltre che biologica, con una chioma che fa vela, con un peso ed un baricentro ponderale e un sistema radicale che lo àncora al terreno. La caduta di un albero può essere determinata da molti fattori, alcuni inevitabili come le trombe d’aria che travolgono tutto, sia piante sane che pericolanti.  Senza arrivare a questi estremi, le raffiche di vento forte, come è avvenuto nelle scorse settimane, comportano statisticamente la caduta di un numero maggiore di alberi in confronto alla normalità del regime di quiete atmosferica. Quasi sempre gli alberi che si sradicano o si stroncano hanno difetti strutturali oppure sono compromessi da malattie. Questo suggerisce che è possibile prevenire lo schianto degli alberi in una proprietà!

L’agronomo si occupa della valutazione dello stato di salute e sicurezza degli alberi proponendo un servizio di diagnosi differenziata a seconda della situazione. Nei casi di grandi proprietà con un consistente patrimonio arboreo si procede primamente con uno screening iniziale; con questa analisi visiva speditiva emergono sul totale degli alberi quelle situazioni problematiche da affrontare con interventi urgenti per rimuovere le evidenti pericolosità o mediante approfondimenti di indagine per definire la Classe di Propensione al Cedimento dell’albero. L’approfondimento consiste in una indagine visiva attenta e condotta secondo un protocollo definito (VTA – Visual Tree Assessment), o se necessario anche strumentale, che indaga le caratteristiche fisiche, meccaniche e sanitarie degli alberi.  

Quando si ha timore o sospetto di potenziale pericolosità derivante dallo stato di salute e sicurezza di un albero si interpella il dottore agronomo qualificato ed esperto in materia, non un giardiniere per tagliare dei rami, magari in modo anche maldestro, procurando danni e perdita di valore biologico, paesaggistico ed economico dell’albero.